Dopo la buona esperienza e il riscontro positivo del convegno sul “Patto o Segreto di riuscita” dello scorso anno, nel 2020 la commissione inter-congregazionale ha deciso, in sintonia con i Superiori generali della Famiglia Paolina, di proporre una riflessione approfondita sul tema dello Spirito Paolino.

Lo studio sullo Spirito Paolino da un lato si pone in continuità con la riflessione dell’anno scorso sul Patto, dall’altro ci prepara a una nuova scoperta del significato e del valore della Parola di Dio con l’Anno Biblico per la Famiglia Paolina, che inizierà ufficialmente nella festa del Beato Giacomo Alberione, il 26 novembre 2020.

A causa dei vincoli imposti dalla situazione pandemica, il convegno si terrà online, il 2 e 3 ottobre 2020 dalle 16:00 alle 18:00 (orario di Roma). Siamo quindi lieti di invitarvi a partecipare al convegno di quest’anno che ha il tema:

LO SPIRITO PAOLINO
Santificare il presente e protendersi in avanti

Ecco il programma dettagliato del convegno:

Venerdì 2 ottobre ore 16.00

  1. Lo spirito paolino: per una formulazione – don Antonio F. Da Silva ssp
  2. Lo spirito paolino nella vita e nell’insegnamento del Beato Giacomo Alberione sr. M. Joseph Oberto pddm

Sabato 3 ottobre ore 16.00

  1. Le fonti bibliche dello spirito paolino – don Romano Penna
  2. Lo spirito paolino – stile di vita della Famiglia Paolina in un cambiamento d’epoca
  • Lo spirito paolino in un mondo che cambia – don Valdir De Castro ssp
  • Il “Carro paolino” – la dimensione dell’integralità – don Guido Colombo ssp
  • La dimensione pastorale – Giuseppina Alberghina sjbp
  • La cultura della comunicazione – Pina Riccieri fsp

La parteciparzione al convegno è aperta a tutti tramite Facebook (www.facebook.com/fapa.Alberione.org) e YouTube (www.youtube.com/c/sspinformationservice).


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Suor Cecilia Fraile, pddm, ci presenterà il gruppo “Jóvenes Paulinos” (“Giovani paolini”), un gruppo di volontariato paolino per giovani universitari...

Quando nasce l’idea di questo gruppo? L’idea nasce nel novembre del 2014, entra in campo con la prima missione (cit. del punto numero 4 del documento Dichiarazione capitolare), “Evangelizzare oggi con gioia come apostoli, comunicatori e consacrati”, ssp (Ariccia 14 febbraio 2015).

Come nasce? Nasce dall’iniziativa di voler riunire i membri della Famiglia Paolina per poter svolgere insieme la missione. Spinti dall’iniziativa di Papa Francesco di vivere una “Chiesa in uscita”, ci siamo  messi in gioco per poter contagiare il carisma paolino attualizzandolo alle necessità del mondo di oggi. La missione nasce “con” i giovani e non “per” i giovani. Abbiamo pensato di dare ai giovani uno spazio dove poter fare un cammino di discernimento sulla propria vocazione e far fruttificare i propri doni alla luce del carisma paolino.

Quali sono i giovani che vengono “invitati” per la missione?

Di solito sono i giovani che si avvicinano, oppure invitiamo i ragazzi che non hanno mai partecipato ad una missione, ragazzi di buona volontà che hanno voglia di mettersi in gioco per il Vangelo offrendo ciò che sanno o di cui sono capaci.

Come li avete trovati?

Molti di loro conoscono già la realtà paolina, in quanto hanno avuto modo di vivere dei “progetti di vita” (es. step vocazionali), altri li conosciamo perché frequentano le nostre cappelle paoline e le parrocchie che frequentiamo, altri ancora vengono invitati dagli stessi ragazzi. Arrivano da diverse diocesi e molto spesso non si conoscono tra loro, questa è anche la grande sfida di incontrare volti che pensano, vivono e sognano allo stesso modo!

Quale è stata la formazione che avete dato ai giovani che si sono avvicinati alla missione?

Li abbiamo invitati agli esercizi spirituali “Running interior” ispirati all’Ut perfectum sit homo dei, organizzati dall’equipe vocazionale della Famiglia Paolina, con accompagnamento personale.

Come li suddividete? In base alle proprie attitudini e ai propri doni, c’è sempre chi è più o meno portato a stare con i bambini, chi con i giovani o con i sofferenti, ecc… Ad esempio per il gruppo dei più piccoli abbiamo Pili Piñeiro imsa, fumettista e pubblicista che si occupa di organizzare e orientare gli animatori.

Chi sono i vostri destinatari? Visitiamo i lontani, i dimenticati e a coloro che non hanno la possibilità di avere mezzi di comunicazione propri. Condividiamo con loro, sullo stile di san Paolo, la vita e la fede. La nostra Missione ha come fondamento l’esperienza comunitaria degli Atti degli Apostoli:

Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!” At 20,35

E come lo potrei, se nessuno mi istruisce?. E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui.”  At 8,31

Nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune” At 4,32

Come si svolgono le vostre missioni? Siamo soliti svolgere questo tipo di esperienza nel periodo Pasquale, e nelle stagioni invernale ed estiva. Ogni missione inizia con una giornata di Ritiro e di immersione nella Parola di Dio, questa è un’opportunità per preparare il cuore ad accogliere senza giudicare coloro che incontreranno, nella disponibilità, predisponendosi all’ascolto.

L’Adorazione Eucaristica viene vissuta prima o dopo la visita alle famiglie, dipende molto dal periodo dell’anno, dal clima e da quanta luce solare abbiamo per poter portare a termine le attività quotidiane, perché non sempre abbiamo la luce artificiale ad illuminare il nostro cammino, e non possiamo neanche dire di avere la fortuna di poter utilizzare mezzi di trasporto, perché spesso sono inesistenti!

La nostra Missione si orienta su un passo del Vangelo di Giovanni “Ma viene l'ora - ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità” Gv 4,23 sì, perché quando iniziamo ad avere contatto con le persone, in realtà noi non facciamo altro che vivere l’estensione dell’Adorazione Eucaristica, non ci sentiamo grandi evangelizzatori che portano Gesù al prossimo, ma, possiamo dire che siamo coloro che “incontrano Gesù nel prossimo”.

Avete dei punti di partenza? Partiamo dal sogno del Beato Giacomo Alberione: “una Bibbia per ogni famiglia” e dalla gioia di condividere la celebrazione della Pasqua (considerando che non ci sono regolarmente celebrazioni eucaristiche nei posti visitati). Certo! Abbiamo tre verbi che ci guidano nel nostro cammino comune:

CERCARE – EVITARE – VOLERE

Eh si, perché noi cerchiamo d’imparare dalle comunità che visitiamo e tentiamo di dimostrare che il Regno si costruisce con gesti semplici! Cerchiamo sempre di crescere in comunione, condividendo le responsabilità e dialogando per decidere tutto insieme, arricchire l’amore che abbiamo gli uni verso gli altri come discepoli missionari, senza dimenticare che spesso siamo sconosciuti tra noi ed accomunati dallo stesso Spirito. Stare insieme e Adorare Gesù in Spirito e Verità si attualizza con opere concrete.

Ciò che cerchiamo di evitare è di “convertire” la gente mettendoci dalla parte di chi sa più di loro, perché valorizziamo la ricerca di Dio e ci inginocchiamo davanti ai dolori, alla diseguaglianza, alla povertà, all’esclusione e all’abbandono di coloro che soffrono. Evitiamo la comodità, gli applausi, i primi posti e le lamentele; evitiamo anche d’imporre criteri, mormorazioni, i pregiudizi e i disprezzi.

Come animatori vogliamo creare uno spazio d’incontro con Gesù e di Chiesa in uscita e condividere il nostro carisma ravvivando nei giovani la fede, la fraternità, la solidarietà e l’offerta generosa con l’annuncio del Vangelo ai lontani. Vogliamo crescere come popolo di Dio e suscitare un discernimento vocazionale in cui il Maestro li chiama, favorendo la conoscenza del carisma e dello stile di vita paolino, in una esperienza missionaria.

Cosa desideri condividendo questa esperienza? Desidero che questa esperienza si possa diffondere in altri posti del mondo, facendo conoscere e contagiando la bellezza della missione paolina, rendendo i giovani protagonisti che c’insegnano a vivere la “nostra” missione nel loro quotidiano, come veri discepoli missionari. Ci affidiamo alla preghiera della Famiglia Paolina nel mondo.

Abbiamo un “Tesoro in vasi di creta” ed è quello del nostro carisma paolino... da giovani consacrate sentiamo con ardore la voglia di non lasciarlo “in vasi di creta” ma, di farlo conoscere e valorizzarlo attraverso la missione che come direbbe il Beato Giacomo Alberione deve essere vissuta “al passo con i tempi”, con lo sguardo sul Magistero della Chiesa e sulle necessità dei nostri tempi...! Noi cerchiamo di “Ravvivare il dono di Dio” consegnatoci attraverso la vocazione... e voi? Avete già scoperto la vostra vocazione?

La Familia Paulina presente en Argentina, motivada por el “Año de la Palabra de Dios”, convocado por la Federación Bíblica Católica para este 2020, organizó y llevó a cabo, con su equipo de “La Palabra en el Centro”, una MISIÓN BÍBLICA de verano en Paysandú, Uruguay, guiada por toda la espiritualidad bíblica del beato Alberione.

La misión se realizó entre los días 16 y 22 de febrero, en la capilla María de Nazaret donde trabajan pastoralmente las hermanas Pastorcitas.

Las actividades contaron con las visitas a los hogares, encuentros de Lectio Divina en la capilla, películas, celebraciones, actividades y juegos bíblicos con los niños.

Aquí compartimos los testimonios de algunos de los misioneros:

P. Rubén Darío Bergliafa, ssp: «Puedo y quiero dar mi testimonio: “una vez más ... misionando, fui misionado”. Puedo, y creo que podemos, compartir muchas cosas de lo vivido en la Capilla ‘María de Nazaret’ del Barrio Norte de Paysandu... pero en mí se ha dado lo que sabemos de otras experiencias: fuimos evangelizados cuando creíamos que íbamos a evangelizar... Las gracias a la comunidad que nos recibió todos los días .., a las hermanas Pastorcitas.., a las hermanas del Huerto y al p. Guillermo, para nombrar de alguna manera a todos, incluso a los que nos acompañan vía WhatsApp..!»

Patricia Bruno, imsa: «Creo que lo que experimenta el padre lo experimentamos todos... Nos traemos la riqueza del compartir con la gente... El cariño ... y todo lo vivido... Como hace Jesús y hacemos en cada eucaristía... Cada uno toma lo que tiene... damos gracias.. lo  partimos y compartimos .. Y así las alegrías se multiplican, las tristezas se dividen... Y todos crecemos en comunidad y amor.»

Hna. María Paz Carbonari, pddm: «Hola, experimenté la misión bíblica como días de vivir agradecidos... desde que llegué comencé a recibir, la alegría de las personas que visitamos, la alegría de la Hnas del Huerto por acogernos en su casa, la alegría y generosidad de la gente de la capilla María de Nazaret, el testimonio de las Hnas Pastorcitas y del P. Guillermo (párroco) ... todo sumado podemos decir que "dando se recibe" mucho más reconociendo que las cosas no son nuestras, no nos pertenecen. La obra es de Dios desde lo pequeño, bueno, progresivo y fecundo! Gracias a todos!!!!»