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Un pieno di vita Apostolina quella che abbiamo celebrato lo scorso 8 settembre presso la Casa Madre di via delle Mole a Castel Gandolfo. Presieduta da don Valdir De Castro, Superiore Generale della Società San Paolo, la Celebrazione Eucaristica ha visto protagoniste sr Maddalena Verani e sr Nazarena De Luca che hanno festeggiato 60 anni di professione; sr Imelda Mondin che ha giubilato i 50 anni di professione e sr Giulia Antonazzo che ha emesso la sua prima professione religiosa. Il tutto "abbracciato" dai 60 anni compiuti dall'Istituto stesso, 60 anni da quando il beato Giacomo Alberione ci ha affidato l'incarico di "vivere e consumare la vita per le vocazioni", per tutte le vocazioni!
Con sincerca gratitudine per le sorelle maggiori che da 60 anni testimoniano e vivono fedelmente la vocazione apostolina, a sr Giulia che ha appena indossato l'abito "vocazionale", passando per ciascuna delle sorelle che anno dopo anno, un 8 settembre dopo l'altro, rinnovano l'offerta della propria vita a servizio della Chiesa perchè ciascuno possa cercare, scoprire, trovare e perseverare nella propria vocazione. 
Un grazie affettuoso a tutti coloro che hanno potuto e voluto condividere con noi questa grande festa: numerosa e calorosa la partecipazione della Famiglia Paolina, delle nostre famiglie, degli amici e dei collaboratori apostolici. Insieme con tutti voi, e per tutti voi, ringraziamo Dio e ci impegnamo nel nostro apostolato: far incontrare l'uomo con il Dio che chiama!
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In questo Anno Vocazionale della Famiglia Paolina, la Solennità della Regina degli Apostoli assume un tono speciale. Come amava ripetere Don Alberione, possiamo sempre invocare Maria come Madre, Maestra e Regina di ogni vocazione, perché sempre aiutò quelle vocazioni di cui Gesù l’aveva fatta Madre. Nella recente Esortazione apostolica Christus Vivit, Papa Francesco ci ricorda che «Maria ha detto “sì”, senza giri di parole. È stato il “sì” di chi vuole coinvolgersi e rischiare, di chi vuole scommettere tutto, senza altra garanzia che la certezza di sapere di essere portatrice di una promessa». E aggiunge anche una domanda che vogliamo sentire ripetere a noi oggi, riuniti in questo Santuario, da cui si innalza la preghiera per tutte le vocazioni, e da cui pensiamo e preghiamo per tutta la Famiglia Paolina sparsa nel mondo. Il Papa chiede: «Domando a ognuno di voi: vi sentite portatori di una promessa? Quale promessa porto nel cuore, da portare avanti?» (CV 46).
A Maria chiediamo di poter riconoscere con gioia la promessa di cui siamo custodi e testimoni, nella sinfonia dei nostri apostolati, che ci coinvolge nell’unica missione di “vivere e dare al mondo Gesù Maestro e Pastore, Via, Verità e Vita”. Questa è la promessa-missione che sola ci aiuta a ravvivare il dono di Dio perché possa essere il buon seme sparso per la vita di tutti.

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