SSP Italia: + Don Guglielmo Agostino Ardizzi

by Domenico Soliman, SSP on 23 Giugno, 2020

Alle ore 18.00 di ieri, 22 giugno, è deceduto presso l’ospedale Sant’Eugenio di Roma a causa di un tumore alla prostata in metastasi, il nostro fratello della Comunità Timoteo Giaccardo di Roma

DON GUGLIELMO AGOSTINO ARDIZZI
88 anni di età, 74 di vita paolina, 68 di professione, 60 di sacerdozio

Semplice, affabile e rispettoso degli altri è consapevole della sua timidezza ma ama la cordialità e cerca il dialogo. Il suo modo di fare sempre ‘signorile’ è il suo biglietto da visita. Affronta i problemi non da solo e cerca il possibile per risolverli, soprattutto quando i Superiori gli chiedono il servizio dell’autorità. La sua disponibilità è concreta non solo verso i confratelli ma anche verso la gente che partecipa alle Messe nella cappella San Timoteo; con il suo modo di fare aiuta e dice una parola di incoraggiamento a tutti.

Tramite la musica, lui che suona la fisarmonica, rallegra e mostra il gusto del bello e del semplice, di ciò che è genuino nel nostro modo di vivere in comunità. Nasce il 28 agosto 1931 a Tossicia (Teramo), ora un paesino di circa mille abitanti. Successivamente i suoi famigliari partono per il Canada in cerca di lavoro. Una famiglia semplice, dove papà Ernesto e mamma Carmela Di Cesare, educano Guglielmo e il fratello a una vita essenziale.

Conosce la Congregazione grazie allo zio materno don Giovanni Battista Di Cesare, ed entra in comunità a Roma il 2 settembre 1945. Dopo cinque anni inizia il noviziato ad Albano Laziale e l’8 settembre del 1951 emette la Prima professione religiosa assumendo il nome di Agostino. A Roma, l’8 settembre 1956, rinnova in perpetuo la professione religiosa e il 5 luglio 1959 viene ordinato presbitero da mons. Luigi Traglia. Curiosa è la richiesta fatta a don Zanoni, datata 13 febbraio 1962, circa la possibilità di raggiungere i suoi a Toronto: «Ora scrivo quanto volevo dire a voce: le chiedo se alla fine dell’anno scolastico, il Primo Maestro mi lascerà, come mi aveva promesso, di fare una visita ai miei genitori, i quali da cinque anni non mi vedono e desiderano ascoltare ancora la prima Messa del loro figlio sacerdote. Don Paolo Ruggeri mi suggerisce di chiedere un biglietto per l’aereo, in modo da non perdere troppo tempo ad andare in nave».

Il suo primo e prolungato impegno è la formazione e l’insegnamento. Nel I960, infatti, parte per la comunità di Vicenza per essere maestro dei ragazzi. Qui deve scontrarsi con il clima non molto favorevole alla sua salute perché un forte mal di gola lo porta a chiedere a don Zanoni di andare a Catania per curare questo problema non piccolo. Di questo ne parlerà anche a don Alberione in visita alla comunità vicentina.

Dal 1965 al 1971 è ad Alba come insegnante di lettere ai ragazzi delle scuole medie e maestro dei liceali. Dal 1971 al 1974 è in comunità a Modena come superiore e ancora insegnante degli aspiranti. Dal 1974 al 1985 ritorna a Roma, sempre impegnato nella formazione come maestro delle “vocazioni adulte”, insegnante e per due mandati superiore della comunità.

Successivamente parte per Catania inserito nell’animazione vocazionale (1985- 1995), fino a quando giunge a Bari e vi rimane per tre anni con lo stesso compito.

Nel 1998 il Superiore generale, don Pietro Campus, lo chiama in Casa generalizia come suo delegato e animatore di comunità. Per sette anni accoglie i confratelli provenienti da tutto il mondo e, con il suo modo di fare disponibile e affabile, si mette a servizio di tutti.

Dal 2005 al 2013 è tra i Paolini impegnati nella parrocchia Regina degli Apostoli di Roma, vicino soprattutto ai fedeli che frequentano la cappella San Timoteo. La sua salute diventa sempre più fragile e proprio per questo motivo, nel 2017, viene trasferito nella comunità Timoteo Giaccardo, dove insieme ad altri confratelli riceve tutte le cure necessarie per affrontare la demenza senile e altri problemi, non ultimo il tumore che lo ha portato alla morte. In questo lungo tempo è cresciuta l’amicizia con don Gino Spoletini e, dopo la sua morte avvenuta lo scorso IO aprile, ora lo ha raggiunto in Cielo.

Le sue ultime parole, dette a fratei Sergio Gialdi, sono belle: «Salutami tutti». Tutti, infatti, ha servito e amato, da Paolino, anche con la fisarmonica...

Il Divin Maestro lo accolga e possa godere il dono della misericordia del Padre nello Spirito Santo, lo stesso dono ricevuto dal Beato Giacomo Alberione e da tutta la Famiglia Paolina in Paradiso.

Roma, 23 giugno 2020

Don Domenico Soliman, ssp


I funerali saranno celebrati domani, 24 giugno, alle ore 11.00 presso la Sottocripta del Santuario Regina Apostolorum. La salma di don Guglielmo verrà tumulata presso il cimitero Laurentino di Roma.

I Superiori di Circoscrizione informino le loro comunità per i suffragi prescritti (Cost. 65 e 65.1).


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