El pasado sábado 25 de abril hemos tenido el gusto de presenciar la ordenación sacerdotal del Diác. Rafael Espino Guzmán en su pueblo natal de Ucareo, Michoacán. La Eucaristía fue presidida por Mons. Carlos Suarez Cázarez, Obispo auxiliar de la Arquidiócesis de Morelia, Michoacán, quien en el rito de la ordenación presbiteral hizo la imposición de las manos y la oración consacratoria al Diác. Rafael Espino.

Estuvimos presentes miembros de la Familia Paulina en México, así como los familiares y amigos del P. Rafael Espino Guzmán. Sigamos orando para que el Señor siga llamando obreros a su mies.

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Alle 10,30 di oggi, presso l’ospedale “Bassini” di Cinisello Balsamo (Milano), è tornato alla casa del Padre il nostro fratello sacerdote

DON MARINO ALFREDO ENRICO CLERICO
72 anni di età, 60 di vita paolina, 51 di professione, 45 di sacerdozio.

Il suo decesso è stato causato da un secondo e più grave infarto avvenuto il 19 settembre scorso durante la celebrazione eucaristica comunitaria, seguito di un primo episodio analogo avvenuto due anni fa, che lo ha portato improvvisamente in uno stato di coma profondo e oggi, infine, alla morte.

Nato a Somano (Cuneo, Italia) il 6 gennaio 1943, don Marino entra in Congregazione nella comunità di Alba l’11 settembre 1955. Vi rimane per sette anni, mostrando fin da subito il suo carattere riservato, meticoloso e tenace ma anche disponibile, e una fede viva e senza fronzoli. È proprio a Casa Madre, ad Alba, che impara e inizia a vivere l’amore per l’apostolato paolino, dimensione che eserciterà con dedizione per tutta la vita.

Compiuto il noviziato a Ostia Lido (Roma) dal 1962 al 1964, emette la prima professione a Roma il 20 agosto 1964. Sono gli anni dello studio teologico ma anche del suo impegno deciso a orientare i suoi talenti per la missione. L’8 settembre 1968 professa in perpetuo i voti religiosi e due anni scarsi dopo, il 17 maggio 1970, papa Paolo VI lo consacra presbitero nella Basilica di San Pietro. Gli anni successivi vedono don Marino impegnato nella formazione dei ragazzi delle scuole medie. Saranno sette anni (1970-1977) passati in parte a Roma e, successivamente, a Cinisello Balsamo, caratterizzati da qualche difficoltà ma anche dalla sua capacità di dedicarsi totalmente a loro, comunicando la sua passione per la natura. Dovrà poi lasciare la Lombardia e ritornare a Roma, questa volta con il compito di redattore nelle allora “Edizioni Paoline” (1977-1985), ricoprendo anche per due anni il servizio di Delegato del Superiore provinciale per la comunità di Roma Provincia (1983-1985). Nella primavera del 1985 riparte per Cinisello Balsamo, dove è ancora impegnato nella redazione dei libri, seguendo in modo particolare le collane di spiritualità e liturgia (sua è l’ultima edizione del Messalino Quotidiano), con un’attenzione anche alla Sacra Scrittura (ha curato la Bibbia Emmaus).

Don Marino si è distinto anche per il ministero in diverse parrocchie, un’attenzione che lo ha portato in alcuni quartieri di Cinisello Balsamo più bisognosi di aiuto, rivelandosi capace di creare amicizie vere e rapporti profondi. A questa profondità dobbiamo attingere per riconoscere in questo nostro fratello un dono di Dio. Il suo modo di essere semplice, alle volte schivo, comunque pronto all’ironia e ancor più il suo amore appassionato e veramente instancabile per l’apostolato ci testimoniano come anche lui, alla scuola di Gesù Maestro, ha scoperto il senso della vita e la gioia di essere Paolino donando tutto se stesso per il Vangelo. Non possiamo nemmeno dimenticare la sua passione per il calcio e soprattutto per il ciclismo, sport che lo ha portato “in alto”, a scalare i più bei passi dolomitici e delle Alpi, vere e proprie imprese sportive che ce ne restituiscono un’immagine di uomo a tuttotondo.

Al Signore diciamo il nostro «grazie» per averci donato don Marino. Lo affidiamo ora al Divino Maestro, perché possa anch’egli esultare nella liturgia celeste insieme al nostro caro Beato Giacomo Alberione e ai tanti Paolini e Paoline che ora sono in cielo. Accompagniamo questo nostro fratello con il suffragio perché possa godere l’eterna gioia che Dio dona ai suoi figli.

Sono sue queste parole che ci lascia in eredità, scritte di suo pugno nel Messalino Quotidiano che portava con sé: «”Dove mi porti Gesù?” mi parve di aver sussurrato in quella vertiginosa impresa. “Nella casa del Padre” mi sentii rispondere. Un attimo dopo vidi che era vero. Da allora vivo là, perfettamente felice» (I. A. Chiusano).

Roma, 26 settembre 2015
Don Domenico Soliman

I funerali si svolgeranno lunedì 28 settembre alle ore 11,00 nella chiesa parrocchiale di San Martino a Cinisello Balsamo. La salma proseguirà quindi per Alba, dove sarà tumulata nel cimitero cittadino.

I Superiori di Circoscrizione informino le loro comunità per i suffragi prescritti (Cost. 65 e 65.1).

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Alle ore 3,30 di sabato 19 settembre, presso la Comunità Divina Provvidenza di Alba è tornato alla casa del Padre il nostro fratello sacerdote

DON FERNANDO GIORGIO BELLETTI
87 anni di età, 71 anni di vita paolina, 67 di professione e 58 di sacerdozio.

Fernando nasce a Serravalle di Berra (Ferrara), sulle rive del fiume Po, il 28 gennaio 1928 da Ferruccio e Luigia. Quartogenito di cinque fratelli, a 10 anni si trasferisce a Torino con la famiglia a motivo del lavoro del padre, manovale. Nel capoluogo sabaudo matura presto il germoglio di una vocazione sacerdotale e comincia a frequentare le scuole medie e il liceo nella “famiglia dei Tommasini”, il seminario dove si preparavano i sacerdoti per la Piccola Casa della Divina Provvidenza, comunemente conosciuta come Cottolengo. Nel luglio del 1943 un bombardamento dell’aviazione inglese danneggia pesantemente il suo seminario, che deve chiudere. Fernando chiede così di entrare «tra i figli di San Paolo» e varca i cancelli di Casa Madre il 28 dicembre di quell’anno. Pronuncia per la prima volta la formula di professione l’8 settembre 1948, assumendo il nome di Giorgio. Durante il noviziato un incidente alla tagliacarte gli procura l’amputazione della prima falange e parte della seconda del dito medio, dell’anulare e del mignolo. Poco portato agli studi e, nelle relazioni dei formatori, di «carattere un po’ difficile», il giovane chierico si distingue tuttavia per la caparbietà nello svolgere i suoi doveri religiosi e apostolici, pregio che gli vale la stima dei compagni. A Roma, dove nel frattempo si è trasferito, l’8 settembre 1953 conferma in perpetuo la sua consacrazione al Maestro Divino. Viene ordinato diacono il 28 ottobre 1956 e presbitero il 25 gennaio 1957, prima di essere inviato a Vicenza, dove per un anno è maestro dei ragazzi. Dal 1958 al 1963 si trova nella comunità di Bari dove fa scuola ai giovani. Nel 1963, dopo essersi consultato con il Primo Maestro, riceve l’assenso a partire come missionario in Corea, dove raggiunge don Paolo Marcellino. L’esperienza coreana dura però solo pochi mesi. Ritornato in Italia lo troviamo prima a Cinisello Balsamo, dove dal 1978 al 1982 è anche proto, e dal 1983 a Milano, dove esercita il suo ministero nell’ufficio grafico e poi come correttore di bozze dei periodici paolini fino a quando, nel dicembre 2014, una pesante ischemia cerebrale, seguita da frequenti crisi, lo porta progressivamente alla paralisi e, la scorsa notte, alla morte.

Uomo estremamente riservato, don Belletti è stato per lunghi anni apprezzato collaboratore della parrocchia milanese di San Pietro in Sala. Una bella testimonianza ce la lascia la signora Anna, un’ami-ca della comunità di Milano, infermiera nell’ospedale dove è stato ricoverato lo scorso dicembre e che spesso è andata a trovarlo ad Alba, dove è stato accolto in questi ultimi mesi: «Ciò che mi ha colpito di più in lui sono i suoi silenzi parlanti e la sua umanità. Il fatto che parlasse poco non voleva dire che non comunicasse: egli esprimeva stima, comprensione, gratitudine, dolore, sopportazione, caparbietà e, a volte, anche un po’di delusione».

Ora che la Famiglia Paolina in cielo si è arricchita anche di questo fedele e caparbio apostolo, nell’affidarlo al Signore, «primizia di coloro che sono morti» (1Cor 15,20), chiediamo a don Fernando la sua preziosa intercessione, in particolare per le necessità odierne della Circoscrizione Italia.

Roma, 20 settembre 2015 
Don Stefano Stimamiglio

I funerali si svolgeranno lunedì 21 settembre alle ore 15,00 nel Tempio San Paolo di Alba. Dopo le esequie la salma sarà tumulata nel cimitero cittadino.

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