Per il terzo anno consecutivo Papa Francesco ha scelto la nostra Casa Divin Maestro di Ariccia per i suoi esercizi spirituali. Dal 6 all’11 di marzo, insieme a circa 70 suoi collaboratori della Curia, e aiutato dalle meditazioni di padre Ermes Ronchi, dell’Ordine dei Servi di Maria, ha pregato e riflettuto su “Le nude domande del Vangelo”, tema degli esercizi spirituali.
Il nostro Superiore generale, don Valdir José De Castro, insieme alla comunità paolina di Ariccia, l’ha accolto e salutato il giorno della partenza, segno di cordialità e di gratitudine per essersi fermato in questa nostra comunità voluta fortemente dal nostro don Giacomo Alberione, «destinata tutta alla riconciliazione e santificazione delle nostre anime, al ripensamento ed aggiornamento dei ministeri e degli apostolati». 

Per ricordare i 100 anni della nascita di fratel Andrea M. Borello, la Famiglia Paolina di Roma si è radunata per celebrare l’eucarestia nella Cripta del Santuario M. Regina degli Apostoli, presieduta dal Superiore generale don Valdir José De Castro. Nel saluto iniziale don Valdir ha ricordato lo stile di vita semplice e profondamente apostolico di fratel Borello, presentato dallo stesso don Alberione come modello della consacrazione laicale paolina. L’omelia tenuta da don José Antonio Perez, Postulatore della Famiglia Paolina, ha evidenziato l’attualità di questo nostro fratello ora Veneralie: «Fu tale umiltà sincera che lo pose nel clima giusto di collaborazione con il sacerdote, nella comprensione e realizzazione di un apostolato meraviglioso, quello della comunicazione, unito ad un profondo senso di “riparazione”… Dalla sua vita scaturisce un messaggio consolante per tutti, e cioè che anche le fatiche più nascoste, se vissute per amore di Dio, acquistano il valore di una apostolato vero, via sicura di santità». Facciamo conoscere di più questo nostro fratello discepolo, segno di gratitudine per la sua presenza in mezzo a noi.

Modello dei consacrati all’apostolato della comunicazione sociale, Riccardo Borello nasce a Mango (Cuneo) l’8 marzo 1916. Superando diverse prove, trascorre la giovinezza nella preghiera e nel lavoro. Dopo aver letto la biografia di Maggiorino Vigolungo, a vent’anni, l’8 luglio 1936, entra nella Società San Paolo come aspirante fratello Discepolo del Divin Maestro. Per un breve periodo presta il suo servizio nell’orto della comunità e poi nella cartiera; per il resto della vita fa il calzolaio. A causa di una tubercolosi fulminante, muore a Sanfrè all’alba di sabato 4 settembre 1948.La ricorrenza del centenario della nascita offre l’opportunità provvidenziale di conoscere e far conoscere di più questo nostro Venerabile, promuovendone così la causa di beatificazione e canonizzazione, che permetterebbe di mostrarlo alla Chiesa e al mondo come intercessore e modello per tante persone; in particolare per i giovani, che potranno scoprire nella sua vita, intessuta di normalità, l’alto grado di santità a tutti possibile, vivendo semplicemente in modo straordinario l’ordinario della vita.
Sarebbe perciò auspicabile che in ogni circoscrizione e in ogni comunità paolina si potessero organizzare celebrazioni, incontri ed eventi che, evitando ogni apparenza di culto pubblico, servano ad accrescere la conoscenza e la devozione verso fratel Riccardo Andrea M. Borello, Discepolo del Divin Maestro, grande modello di vita cristiana e paolina. In Italia sono programmate al meno due grande celebrazione nel martedì, 8 marzo: Alba, alle ore 18:00, nel Tempio di San Paolo; e a Roma, alle ore 17:30, nella Cripta del Santuario Regina degli Apostoli.

 

 


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