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Il 18 aprile, giorno dopo la festa di Gesù buon Pastore, è stata una grande gioia per la comunità generalizia delle Suore Pastorelle, poter ricevere la visita del gruppo degli studenti del Corso di Formazione del Carisma della Famiglia Paolina. Come ogni visita, anche questa è stata un dono prezioso, un pomeriggio all’insegna della fraternità e della gioia, al punto da poter cantare la bellezza del legame fraterno. Questo ci ha permesso di sperimentare, ancora una volta, ciò che Papa Francesco ha detto nell’udienza generale del 18 febbraio 2015: «Gesù Cristo ha portato alla sua pienezza anche l’esperienza umana dell’essere fratelli e sorelle, assumendola nell’amore trinitario e potenziandola così che vada ben oltre i legami di parentela e possa superare ogni muro di estraneità».

 

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Sabato 16 aprile vigilia della Festa di Gesù buon Pastore, nella parrocchia paolina che Alberione volle intitolare proprio a Gesù buon Pastore, nella zona Montagnola a Roma. Abbiamo celebrato la Santa Messa insieme alle sorelle e ai fratelli della Famiglia Paolina, a molti parrocchiani che si sono uniti alla nostra festa, accolti affettuosamente dal parroco don Vincenzo Marras, ssp. La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta da Mons. Angelo De Donatis, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Roma per la formazione permanente dei presbiteri e padre spirituale di alcune di noi. Nella sua omelia egli ci ha esortato a vivere nell’ascolto dell’Agnello-Pastore, giacché ascoltare è amare, per cui siamo invitati a dire spesso nella giornata, come Samuele: “Parla, Signore, che il tuo servo ti ascolta”. Inoltre ha sottolineato che l’ascolto è la parte che spetta a noi, la nostra risposta che è sempre in sproporzione rispetto a quello che ci offre il Signore, cioè la vita eterna e una relazione di amore, di tenerezza e di familiarità, insieme alla promessa di che nessuno potrà mai strapparci dalle mani del Padre.

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Il Pastore di tutto è disceso, si è abbassato a cercare Adamo, la pecora che si era perduta:
sulle sue spalle l’ha portata, alzandola: benedetta sia la sua discesa. 
(Efrem il Siro, Inni sulla Risurrezione 1,2)
 
Queste straordinarie parole di sant’Efrem il Siro, facente parte dell’innografia sulla Risurrezione, menzionano come la risurrezione di Cristo, Nuovo Adamo, spalanchi le porte dello Sheol  liberando così  la discendenza di Adamo dalla reclusione della morte.  
 
 Il primo Inno sulla Risurrezione è un mirabile canto al mistero della salvezza. Per sant’Efrem il Figlio di Dio incarnandosi diventa a pieno titolo il buon Pastore che esce alla ricerca della pecora perduta.  Egli contempla e annuncia, con tutta la bellezza e la profondità della sua poesia, come Cristo nello svuotarsi ci ridoni la sua gloria divina, facendosi davvero prossimo all’umanità debole e malata. Un atto divino, di amore gratuito, che giunge all’estremo della sua kénosis: Cristo Gesù morendo discende negli abissi della terra per cercare e ridonare la vita alla pecorella perduta. Ecco quale ricchezza di misericordia si cela in quel Pastore con una pecora sulle spalle!
 
Insieme ai fratelli e alle sorelle di tutta la Famiglia Paolina desideriamo presentare il nostro Sacrificio di lode al Dio vivente, sabato 16 aprile, con la Celebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Angelo De Donatis, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Roma, alle ore 18.00, nella Chiesa di Gesù buon Pastore – Montagnola, Roma