Un mese per la Parola: un mese per leggere, gustare, riscoprire la Sacra Scrittura e per intraprendere nuove vie di diffusione. È l’iniziativa proposta dalla Famiglia Paolina presente al completo da oltre cinquant’anni nella diocesi di Albano.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con altre realtà del territorio, ha preso il via il 9 settembre con una solenne Celebrazione e il rito dell'Intronizzazione della Parola, nella Chiesa dell’Immacolata delle Suore Clarisse ad Albano. In questa stessa chiesa, nella Celebrazione di conclusione del 14 ottobre, verrà consegnato il Vangelo e il mandato dell’annuncio a tutti i partecipanti.

Durante il mese sono previsti momenti di preghiera e di formazione in luoghi diversi, significativo l’incontro con il noto biblista padre Fabio Ciardi, presso la Casa Divin Maestro ad Ariccia.

Nella Cattedrale San Pancrazio ad Albano Laziale, invece, uno spettacolo musicale dal tema La Parola in canto, rende omaggio alla Parola di Dio, ispiratrice di ogni arte e bellezza.

In programma anche una Celebrazione nell’Ospedale Regina Apostolorum con la consegna del Vangelo ad ogni ammalato. 

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La Famiglia Paolina sta in festa. Da cento anni i Cooperatori Paolini sono in cammino, con la missione di portare a tutti, con le diverse forme e linguaggi della comunicazione, il Vangelo della gioia e della pace. Con il tema: “Svegliate il mondo con la luce del Vangelo”, parole di Papa Francesco, i Cooperatori Paolini del Brasile hanno celebrato l’apertura del Centenario di fondazione di questa Associazione, che è la forza laica della Famiglia Paolina.

Nella città di San Paolo, Brasile, la gioia si è fatta sentire da parte di tutti i presenti in una vera comunione. La Messa commemorativa fu celebrata nel 1° luglio, nel Santuario di San Giuda Taddeo, presieduta da Don Devair Araújo da Fonseca, vescovo Ausiliare di San Paolo e Vicario Episcopale della Regione Brasilândia, anche risposabile per la Pastorale della Comunicazione nell’Arcidiocesi di San Paolo.

I canti sono stati eseguiti dal Gruppo Ir ao Povo e Gruppo Chamas delle Paoline, abbelliti ulteriormente dal momento di preghiera e di condivisione. I simboli della Famiglia Paolina, portati all'altare dai Cooperatori hanno avuto un posto di primo piano: il banner con il tema del Centenaro, le immagini di San Pietro e San Paolo, il quadro del beato Alberione, della venerabile sr. Tecla Merlo e della venerabile sr. Scolastica Rivata.

Dopo l’omelia, i Cooperatori e le Cooperatrice che avevano già fatto le promesse sono stati invitati ad avvicinarsi dal presbiterio per riaffermare l’impegno alla missione pregando insieme, la Formula delle promesse; è seguita una  benedizione speciale uscendo così rinvigoriti e pieni di Spirito Santo.

Questo momento di rinnovazione della promessa ha nutrito i Cooperatori con la luce di Cristo e, ispirati dallo Spirito Santo, proseguono il loro cammino di fede con la missione di portarne il Vangelo con la testimonianza di vita e con la comunicazione, nei luoghi dove vivono: nel lavoro, nella famiglia, nella Chiesa, nella società.

Inoltre, la coppia André e Rita Kawahala, Cooperatori Paolini di San Paolo, hanno dato la loro testimonianza di fede e del cammino vissuto nello svolgimento della missione abbracciata.

La provinciale delle Figlie di San Paolo, sr. Maria Antonieta Bruscato, ha manifestato riconoscenza e gratitudine all’Associazione dei Cooperatori Paolini che proseguono fedelmente il cammino come parte integrante della Famiglia Paolina.

Alla conclusione della celebrazione tutti i membri della Famiglia Paolina si sono avvicinaci dal presbiterio per fissare questo momento storico con una bella foto. Gli invitati, amici e parenti presenti alla celebrazione hanno ricevuto un segnalibro con un invito alla vocazione laica come Cooperatore.

L’inno del Centenaro dei Cooperatori Paolini, con parole e musica delle Cooperatrice: Nelci Bedin e Roseli Santos Adami ha concluso la celebrazione portando un messaggio di “Grazia e Pace in Cristo Gesù, Svegliate il mondo con la Luce, con la Luce del Vangelo”.

Così come è stato celebrato a San Paolo, i Cooperatori di tutto il Brasile - ogni gruppo nella propria città, e sempre a livello di Famiglia Paolina - hanno celebrato l’apertura del centenario con molta gioia: a Belém, Manaus, São Luís, Recife, Salvador, Rio de Janeiro, Belo Horizonte, Brasília, Goiânia, Curitiba, Canoinhas e Porto Alegre. I Cooperatori e Cooperatrice di Fortaleza, Porto Velho, Vitória e Maringá in breve celebreranno anche loro l’apertura del centenario.

Il numero dei Cooperatori Paolini cresce significativamente ogni anno in Brasile, ciò significa che questo è un momento propizio per il sorgere di nuove vocazioni laiche, perciò i Cooperatori che già hanno fatto le promesse e quelli che si preparano per la missione sono chiamati a vivere questo momento di commemorazione in modo speciale, come tempo straordinario di grazia, e rinnovo dell’impegno per vivere il carisma paolino nella Chiesa.

Questo è un tempo sacro per fare conoscere la vocazione e la missione dei Cooperatori e Cooperatrice che durante questo periodo percorreranno in ogni incontro mensile dei gruppi un cammino di studio e di fede. È un tempo per impegnarsi nella crescita e nella realizzazione della missione di comunicare il Vangelo a tutti e di suscitare vocazione.

Il centenario avrà il suo culmine con una grande celebrazione di azione di grazia, preghiera e condivisione da parte di tutti i gruppi di cooperatori della Famiglia Paolina, sparsi in tutto il Brasile, nel Santuario della nostra Madre, Nossa Senhora Aparecida, il 30 de giugno 2018.

Per tutto diamo grazia a Dio! Grazia e pace in Cristo Gesù! Svegliate il mondo con la luce del Vangelo!

 

 

Dal 24 al 30 luglio si è svolta a Roma la Marcia sui passi di Paolo organizzata dall’Equipe di pastorale giovanile di Famiglia Paolina. Circa 70 tra adolescenti e giovani, provenienti da 12 Regioni d’Italia e dall’Albania,  hanno accolto la proposta. È stata un’occasione preziosa per ciascuno di loro: un momento ricco di emozione, di riflessione, di preghiera, di amicizia, di condivisione e di festa.

Negli ultimi giorni, significativa è stata la presenza fraterna del Superiore generale don Valdir De Castro e dei rappresentati dei Governi provinciali delle cinque Congregazioni della Famiglia Paolina.

Abbiamo chiesto a Stefano Golinelli, un giovane partecipante, di raccontarci cosa ha significato "camminare sui passi di Paolo".

«Camminare sui passi di Paolo significa accettare una proposta da un amico per un viaggio che non ti aspettavi e per cui non pensavi di partire fino alla fine. Giungere a Roma, il sudore che scende in un’afosa giornata di luglio, e cercare un luogo che non conosci. Salutare vecchi amici che ritrovi, stringere in abbracci nuovi compagni di pellegrinaggio e partire senza sapere di preciso dove andare con il solo desiderio di raggiungere quella meta segreta che porti nel cuore e di cui solo i riflessi sulla strada possono carpire qualche sillaba. Spogliarsi del peso della valigia e partire con un piccolo zaino: tutto il resto sarà la Provvidenza a portarlo.

Camminare sui passi di Paolo significa accettare di essere deboli e arrendersi al bisogno dei sorrisi, delle parole, degli sguardi degli altri per porre un passo dietro l’altro, sulle orme di un tamburo umano che rivela nei piedi i battiti del cuore. Significa morire a ciò che hai lasciato alle spalle e rinascere come il sole che ti accarezza all’alba, suggerendoti che la guerra della luce con le tenebre è lotta quotidiana. Significa anche riconoscere i propri errori e tornare sui propri passi con un cuore rinnovato. Ogni luogo trasuda un senso che ti interpella con una domanda. Il percorso si intreccia con la storia del primo papa, Simone, l’uomo di pietra, fragile come sabbia, che fugge dalle persecuzioni e, incontrando Gesù, gli chiede: “Domine, quo vadis?”. Quell’uomo che ha bisogno di riconoscere la sua fragilità senza l’amore del Signore, per lasciarsi trasformare nella roccia che sorregge la Chiesa.

E allora camminare sui passi di Paolo significa scendere nel buio degli scavi della Basilica di San Pietro, confrontarsi con la pietra che racchiude le ossa di quel primo credente, e abbandonarsi alla fede di quell’uomo che non si riteneva degno di morire in croce come il suo Maestro. Significa imparare a camminare a testa in giù e avere il coraggio di percorrere coi piedi i sentieri del cielo, quando le paure serpeggiano e sarebbe più facile lasciarsi cadere, senza rialzarsi.

Camminare sui passi di Paolo, significa entrare a San Paolo alla Regola, dove l’Apostolo delle genti rimase incatenato per lunghi mesi, lasciando che il suo amore trasformasse quell’ostacolo in un modo per diffondere il Vangelo, perché la parola di Dio non è incatenata. Significa lasciarsi trasformare dalla grazia che gettò a terra quel fariseo intransigente e con lui vedere un grande miracolo: l’uomo il cui unico amore era la Legge divenne l’uomo la cui unica legge era l’Amore. Quando trovi la perla preziosa, puoi lasciare tutto, anche la vita, perché possiedi tutto e tutto trasformi in vita, anche la morte, come l’Apostolo di Tarso che alle Tre Fontane perse la testa per il suo Signore. Nei tre punti dove il suo capo toccò il suolo, nacquero tre fonti, simbolo della vita nuova che ci è consegnata nel battesimo.

Camminare sui passi di Paolo significa andare a San Paolo Fuori le Mura sulla tomba del testimone, e vedere che la spada che dona la morte è la stessa spada della Parola di Dio, che ti grida: non arrenderti, continua, persevera, non sei solo, Io sono con te. E poi correre nella basilica della Regina degli Apostoli dove un figlio prediletto di Paolo, don Giacomo Alberione, riposa inquieto, perché anche ora dal cielo vuole essere tutto per il Vangelo e aspetta nuovi piedi, nuove mani, nuove bocche per annunciare la buona notizia che sei stato salvato. Qui la Mamma del cielo ti aspetta per ristorarti con il pane del pellegrino, che ti dà luce alla fine del viaggio, e ti rende ogni volta suo figlio, e fratello di quei piedi che ti hanno cantato una canzone di speranza, mentre percorrevi la Via che ti portava alla Verità della tua Vita».

No dia 30 de julho, concluiu-se o Curso sobre o Carisma de 2017, que teve início no último dia 20.  Treze dos participantes concluíram os três módulos do curso iniciado em 2015. Ainda em clima de aprofundamento, os participantes tiveram, pela manhã, trabalhos de grupo e a avaliação do Curso. Em seguida, às 10h30, tivemos a celebração Eucarística presidida pelo padre Luiz Miguel Duarte, provincial dos Padres e Irmãos Paulinos, o qual manifestou muito alegria pelos resultados desse projeto de Família Paulina. Concluiu sua homilia com um audacioso convite: “sejamos como Jesus, Paulo e Alberione, libertemos as pessoas de tudo o que as desumaniza e as faz sofrer”.

Ao final da Missa houve a entrega dos certificados de conclusão daqueles que participaram dos três módulos anteriores. Após a celebração foi oferecido um almoço festivo finalizando oficialmente o Curso sobre o Carisma.

O dia 29 foi dedicado ao estudo do texto “Projeto unitário de Família Paulina”, fruto do trabalho da Comissão Intercongregacional de Estudo sobre a identidade carismática e ministerial de Família Paulina.  O assessor foi o pe. Antônio F. da Silva, membro da equipe de coordenação do Curso. Durante os dias 27 e 28 de julho, os participantes do Curso sobre o Carisma haviam vivenciado intensamente aquela intuição que o jovem Alberione teve na virada do século 19: “Preparar-se para fazer algo pelas pessoas do novo século”. A Ir. Vera Maria Bombonatto deu continuidade ao estudo dos títulos e invocações de Jesus Mestre e Pastor Caminho, Verdade e Vida. Dividiu os integrantes do curso em grupos e lhes propôs fazer uma retomada do que foi estudado e elaborar proposições que expressassem as experiências de estudo e oração favorecidos pelo curso a partir do que fora apresentado. Na tarde do mesmo dia 27, o padre Antônio da Silva, uma das referências do estudo do Carisma da Família Paulina, propôs um trabalho de grupo para estudar as anotações feitas pelo pe. Alberione durante as Sessões do Concílio Vaticano II. O dia 28 foi preenchido com o estudo de Paulo e sua importância para a espiritualidade da Família Paulina. A Irmã Zuleica Silvano, Filha de São Paulo, apresentou os principais ensinamentos de Pe. Alberione sobre São Paulo, bem como o que há de mais novo nas pesquisas e exegese bíblica sobre o Apóstolo.

Nos intervalos e momentos de integração, durante todo o encontro, a Família Paulina entoou entusiasta e fortemente um refrão elaborado pelo clérigo paulino, Deivid Tavares, como fruto da experiência de Família durante esses dias vividos em comunidade. A canção foi composta em 4 versões – português, italiano e espanhol – e mostra a Família Paulina como uma história de amor e um novo carisma na Igreja, recebido pelo padre Tiago Alberione, cuja missão é viver e anunciar Jesus Cristo Mestre e Pastor, Caminho, Verdade e Vida, sob o patrocínio de Paulo e Maria Rainha dos Apóstolos. Nesse sentido, recordamos as palavras do papa Paulo VI ao nosso Fundador: “Padre Tiago Alberione deu à Igreja novos instrumentos para se comunicar, novos meios para dar vigor e vastidão ao seu apostolado, nova capacidade e nova consciência sobre o valor e a possibilidade da sua missão no mundo moderno e com meios modernos”.

Seguem as letras e partitura da canção, acima mencionada. Em breve será lançado o vídeo. Fique atento à página Alberione Digital, no Facebook e no Youtube.

A equipe organizadora agradece a todos os que colaboraram nas assessorias e, especialmente, às equipes de trabalho interno do Curso, pelo empenho, criatividade e animação. Agradece também às Filhas de São Paulo pela acolhida na Casa de Oração, da Cidade Regina, sob a direção das irmãs Lourdes Quartiero e Eugênia Pandolfo, pelo serviço prestado com tanta dedicação e hospitalidade. Ainda agradece a todos aqueles que afetuosamente demonstraram carinho e comunhão de preces através do envio de mensagens, e pelo acompanhamento das notícias por parte de todas as congregações, cooperadores e leigos consagrados da Família Paulina.

Música "FAMÍLIA PAULINA”: goo.gl/m3WBhV

Letra (pdf): POR - ITA - ESP

No dia 25 o Curso sobre o Carisma teve continuidade com um Painel em que os representantes das Congregações: Pe. Antônio F. da Silva (Paulinos); Ir. Líria Fabian (Pias Discípulas); Ir. Lourdes Lara (Pastorinhas) e Ir. Paola Toninatto (Conselheira geral das Apostolinas) expuseram o itinerário de recepção do carisma herdado do Fundador, o bem-aventurado Tiago Alberione, a partir do “aggiornamento” pedido pelo Concílio Vaticano II. Por motivo de força maior a participação de Ir. Antonieta Bruscato, provincial das Paulinas, foi adiada.

Os conteúdos de todas as exposições tiveram um caráter histórico apresentando os temas dos Capítulos Gerais, a expansão, as iniciativas apostólicas que foram sendo atualizadas para responder às necessidades da sociedade e da Igreja. Ficou bem claro também uma grande preocupação com a formação, levando à elaboração de novos planos e propostas formativas e vocacionais.

No dia 26, a irmã Vera Maria Bombonatto, paulina, doutora em Teologia e assessora da CNBB (Conferência Nacional dos Bispos do Brasil) na Comissão Ampliada para a Doutrina da Fé, apresentou o estudo sobre Jesus Mestre e Pastor, Caminho, Verdade e Vida. Para Alberione, dizia Ir. Vera: “Jesus Mestre é o Bom Pastor, o Bom Pastor é Jesus Mestre; o Mestre é Caminho, Verdade e Vida; o Pastor é Caminho, Verdade e Vida”. E ainda falou e motivou a leitura da Carta do Pe. Valdir José de Castro, Superior geral da Pia Sociedade de São Paulo, sobre o Estudo para a missão, dizendo que é um precioso texto e vale a pena conhecê-lo.

Irmã Vera explicou que os títulos de Jesus Mestre e Pastor expressam uma relação e afirmou que, se chamamos Jesus de Mestre, nos colocamos na posição de discípulos e discípulas; se o invocamos como Pastor, nos colocamos na disposição de ovelhas que escutam à sua voz.

Na segunda parte, Ir. Vera falou sobre os títulos Mestre e Pastor nos Cadernos Alberionianos do período pré-fundacional e nos livros Anotações de Teologia Pastoral e A mulher associada ao zelo sacerdotal. Baseando-se especialmente no livro Gesù Maestro ieri, oggi e sempre, do Seminário Internacional sobre Jesus Mestre (Ariccia, 1996), Ir. Vera afirma que existe uma progressividade e desenvolvimento no emprego dos dois títulos, Mestre e Pastor, por parte do Fundador. Constata que no período fundacional até 1920, nas práticas de piedade, não há alusão específica a esta devoção. Por outro lado, sabe-se que à luz da encíclica Tametsi futura, Alberione sentiu-se chamado à preparar-se para fazer algo pelos homens de sua época. Contudo, nesse documento não se fala de Mestre. Mas, segundo pesquisas, o padre Ricardo Tabarelli, estigmatino, teria sido encarregado por Leão XIII para redigir a encíclica. Na versão por ele preparada constava também o título Mestre.

Alberione certamente estava imbuído desse título, não obstante a devoção mais difundida na Igreja e nos seminários fosse a do Sagrado Coração. Assim, nos primeiros anos da “Casa” havia quadros do Coração de Jesus. É nos Cadernos Alberionianos que vemos, desde início, meditações, estudos e observações a respeito de Jesus considerado como Mestre e Pastor. Em um dos escritos lemos: “Devemos nos afeiçoar a Jesus Cristo, que é nosso Bom Pastor; como ovelhas ao seu pastor, como filhos aos seus pais, como discípulos ao seu mestre”.

Na celebração eucarística e na oração vespertina, os participantes do Curso sobre o Carisma renderam graças à Trindade pelas abundantes graças derramadas sobre todos. Rezou-se também pelos 61 anos da chegada das Irmãs Pias Discípulas do Divino Mestre ao Brasil, em São Paulo, no dia 26 de julho de 1956. Eram elas: M. Paulina de Lucca, M. Salvatoris Rosa, M. Modesta Grotto, M. Venerina Vaccarisi, M. Giancarla Barale, M. Pasquina Romano e M. Fabiana Lúcido.

 

Domenica 23 luglio 2017, per la quarta volta dopo il pellegrinaggio ad Alba nel 2014 in occasione del Centenario, la Famiglia Paolina della Baviera si è ritrovata per l’annuale giornata di incontro-ritiro a Norimberga. Erano presenti le Figlie di San Paolo di Norimberga e Ingolstadt con i rispettivi Cooperatori e Cooperatrici, oltre a un gruppo di amici di Monaco di Baviera accompagnati da don Gino Levorato.

In mattinata c‘è stata la visita guidata alla Frauenkirche („Chiesa di Nostra Signora“) nel centro storico, capolavoro dell'arte tardogotica del XIV secolo, fatta costruire dall'imperatore Carlo IV per custodirvi le insegne e le reliquie dell'impero. È seguito il pranzo in un locale tipico della Franconia.

Nel pomeriggio, presso la sede delle Suore, ha tenuto una interessante conferenza il sig. Claudio Ettl, referente teologico dell'Accademia cattolica CPH di Norimberga, dal significativo titolo„Comunicazione, relazione e responsabilità, globalizzazione: la missione secondo san Paolo“.

Dopo la celebrazione dei Vespri e la cena ha avuto luogo un vivace scambio di idee su progetti e situazioni delle nostre Comunità e la presentazione del libro “Il pricipio stabilità-innovazione, solidità-integrazione“, fatta dallo stesso autore, Karl-Heinz Roiger, già attivo nel campo della ricerca di mercato. Il sig. Roiger, cooperatore paolino, è l'economo della parrocchia di St. Elisabeth, presso la quale si trova la libreria „Paoline“. Ci si è poi congedati con l’impegno a ritrovarsi nel giugno del 2018 in concomitanza con la festa di San Paolo.

Dos dias 22 a 24 de julho, reunidos na Casa de Oração das Irmãs Paulinas, São Paulo - SP, os membros da Família Paulina deram continuidade às palestras e atividades do 3o Módulo do Curso sobre o Carisma. Desta vez o grupo contou com a presença de todos os juniores clérigos dos Padres e Irmãos Paulinos. O curso começou no dia 20 e vai até o dia 30 de julho.

Todas as manhãs, após a Celebração Eucarística, no auditório, os encontros eram conduzidos por conferencistas convidados. No dia 22 foi a vez do frei Carlos Josaphat, religioso dominicano, pesquisador e autor profícuo de teologia e pesquisador da área da Comunicação Social e sua relação com a Igreja e para a Igreja. No decorrer do dia proferiu quatro conferências abordando o contexto do Concílio Vaticano II tendo em vista a especificidade do Carisma Paulino que definiu como: “Plena docilidade ao Espírito de Amor e de Dom, enaltecido pelo Padre Tiago Alberione, por ele vivida e proposta como inspiração primeira e constante de sua Família religiosa e apostólica.”

Fr. Josaphat trabalhou a visão de conjunto das posições da Igreja sobre a comunicação social, desde o surgimento da imprensa até a época do mundo virtual hoje. Também explanou a posição do Carisma Paulino diante do sistema complexo e crescente da comunicação e seus desafios. O Frei Josaphat, terminando sua contribuição, não deixou de fazer uma provocação que inquietou toda a assembleia: “como vocês estão evangelizando no mundo de hoje, sendo vocês representantes e testemunhas da comunicação divina?”. Ao final do dia, o grupo se reuniu para celebrar o Ofício de Vésperas das Comunidades cantando e elevando ao Deus Trindade uma prece de agradecimento pelo dia vivido. 

Na manhã do dia 23, após a Missa presidida pelo Pe. Antônio da Silva, SSP, deu-se início a mais um dia de palestras orientadas pelo mesmo padre Antônio, com base no conteúdo do livro do padre Andrea Damino, paulino, sob o título: “Padre Alberione no Concílio Vaticano II”. Basicamente as conferências ofereceram pistas referentes às pesquisas do autor que descreveram as contribuições e a pontual participação do Fundador nas sessões do Concílio Vaticano II.

Na tarde deste mesmo dia, a irmã Suzimara Barbosa de Almeida, religiosa pastorinha, tratou sobre o último período da História das Fundações Paulinas. Este Terceiro Módulo do Curso sobre o Carisma refere-se ao período que vai de 1955 aos dias atuais. Portanto, seguindo a ordem histórica, falou-se das Irmãs Apostolinas, sua fundação, história, missão e desafios. Em seguida, tratou da fundação dos Institutos Paulinos de Vida Secular Consagrada.

No dia 24, depois das Laudes, deu-se continuidade ao estudo dos Institutos Agregados. Primeiro, fez-se uma partilha em duplas para a conscientização do quanto os membros conhecem dos Institutos Leigos. Em seguida, fez uma explanação histórica das novas formas aprovadas de vida consagrada na Igreja, documentos e motu próprio e, depois, da especificidade destes dentro da Família. Os três Institutos, que são Obras Próprias da Pia Sociedade de São Paulo, segundo o pe. Alberione, são compostos de pessoas “que ardem de amor por Deus e traduzem a vida em apostolado” e ainda: “vivem uma plena consagração e uma plena secularidade”.

Para a conclusão do dia, o grupo foi convidado a assistir ao filme “Silêncio”.

O gélido clima que assola São Paulo e as mais variadas regiões do Brasil não foi capaz de desaminar os 29 pulsantes corações dos membros da Família Paulina (Paulinos, Paulinas, Discípulas do Divino Mestre, Pastorinhas, Apostolinas e Cooperadores Paulinos) que após o jantar do dia 20 de julho, na Casa de Oração das Irmãs Paulinas, em São Paulo, deram início ao terceiro módulo do Curso do Carisma, inaugurado em 2015. Neste ano, portanto, o primeiro grupo conclui a sua formação, no próximo dia 30 de julho.

Na manhã do dia 20, o discurso inaugural foi da Provincial das Paulinas, Irmã Antonieta Bruscato, que se dirigiu afetivamente aos participantes motivando-os a “aproveitar e aprofundar o que lhe é próprio: o carisma!” Logo após sua fala, padre Antônio F. da Silva presenteou a assembleia lendo uma carta que o pe. Valdir José de Castro, superior geral dos Padres e Irmãos Paulinos, mandou a todos os participantes. Ele assim escreveu: “Envio a todos a minha saudação com o desejo que o Curso de Formação sobre o carisma da Família Paulina produza muitos frutos na vida pessoal e na missão. Não basta empunhar o carisma apenas como uma bandeira que nos identifica na Igreja e no mundo. É necessário conhecê-lo nas suas origens e aprofundá-lo para atualizá-lo nas diversas realidades em que vivemos.”

Para iniciar a celebração eucarística, fez-se uma breve procissão em direção à capela quando todos portavam nas mãos uma vela representando o carisma herdado do nosso fundador, o bem-aventurado pe. Tiago Alberione. A Eucaristia foi presidida pelo pe. Luiz Miguel, provincial dos Paulinos que, mais uma vez, deixou sua mensagem de incentivo e alegria em ver tão numeroso grupo de interessados e interessadas em conhecer e estudar o carisma paulino.

Dando continuidade à extensa programação do dia, o professor e amigo da Família Paulina Domingos Zamagna apresentou o plano cultural e religioso que desenhou e transformou o quadro mundial no qual a Igreja e, consequentemente, a Família Paulina estão inseridas antes, durante e depois do Concílio Ecumênico Vaticano II: figuras políticas, pensadores, invenções, artistas e movimentos mundiais que influenciaram o andamento histórico da humanidade.

Segundo o professor, há que se ver os antecedentes do Concílio Vaticano II para compreendê-lo e reconhecer sua convocação como um ato inesperado do papa João XXIII até para a própria Cúria Romana. Continua Zamagna: “A igreja católica chegou na década de 50 cheia de feridas causadas pelos medidas anticatólicas em vários países: México, Espanha, Argentina, Itália, Alemanha e tantos outros. As reações contra o laicismo, secularismo, fascismo e muitos outros ‘ismos’ colocou a Igreja em uma posição de defesa e ataque àquilo que se apresentava de ‘moderno’, tudo o que se apresentava sob essa égide era considerado antirreligioso e anticristão”.

Na noite do mesmo dia, todos os participantes foram convidados a ter um momento de oração pessoal e assim finalizar os trabalhos elevando ao Mestre Divino uma prece de ação de graças por esse ‘kairós’ na vida de cada membro da Família Paulina.

 

 

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