Santuario Basilica Parrocchia S. Maria Regina degli Apostoli Roma

Il Santuario mariano REGINA APOSTOLORUM in Roma è espressione del carisma della Famiglia Paolina, fondata il 20 agosto 1914 dal Beato don Giacomo Alberione e costituitasi via via di 10 istituzioni: cinque Congregazioni religiose (una maschile e quattro femminili), quattro Istituti paolini di vita secolare consacrata e l’Associazione Cooperatori Paolini.
Presentare il Santuario-Basilica Minore “Regina Apostolorum” in Roma, vuol dire parlare del beato Giacomo Alberione (4 aprile 1884 - 26 novembre 1971) e rivisitare il carisma paolino che egli stesso ha voluto fosse espresso nella struttura e nelle molteplici opere d’arte del Santuario.

VOCAZIONE E MISSIONE
Don Giacomo Alberione ha voluto a fondamento della spiritualità paolina la devozione a Gesù Divino Maestro: «La Famiglia Paolina aspira a vivere integralmente il Vangelo di Gesù Cristo, Via, Verità e Vita, nello spirito di san Paolo, sotto lo sguardo della Regina degli Apostoli» (AD 63). Per il raggiungimento di questo fine, don Alberione volle onorare particolarmente Gesù Maestro, Maria Regina degli Apostoli e San Paolo apostolo, edificando loro tre luoghi di culto da cui attingere abbondanti ricchezze spirituali per la santificazione individuale e per l’efficacia dell’attività apostolica di ogni paolino/a. In Alba (CN) fece costruire il monumentale Tempio a San Paolo (1925-1928) e la chiesa al Divino Maestro (1936), in Roma fece erigere la costruzione del maestoso Santuario (1945-1954), in onore di Maria Regina degli Apostoli, Madre. Egli volle questo Santuario mariano come centro vitale della Famiglia Paolina, irradiazione della devozione a Maria Regina degli Apostoli, centro mariano per intercedere dal Padre celeste vocazioni per tutta la Chiesa e luogo privilegiato di pietà mariana e di adorazione eucaristica. Il Beato don Giacomo Alberione così ne sottolineava la finalità vocazionale: «In questo Santuario, dedicato a Maria Regina degli Apostoli si viene soprattutto per chiedere alla Vergine tutte le grazie concernenti la vocazione: * nel suo nascere, come risposta alla divina chiamata; * nel suo crescere, durante tutto l’arco della formazione; * nella maturità dell’apostolato, sotto ogni forma, per tutte le necessità della Chiesa universale. Si prega quindi per tutte le vocazioni e per tutti gli apostolati».

DALLA PROMESSA AL VOTO
Con l’entrata in guerra dell’Italia (10 giugno 1940) crebbe in don Alberione la preoccupazione per la vita dei suoi figli, presenti e operanti in molte aree coinvolte nel conflitto. Don Alberione, ai suoi che gli chiedevano come comportarsi, rispondeva: «Rimanete tutti al vostro posto, fate tutto come prima, nei limiti del possibile. Affido la vostra vita alla Regina degli Apostoli. Se ci salverà, erigeremo per lei un tempio degno delle sue misericordie». E così egli affidava tutti alla Madonna formulando la promessa di onorarla con la costruzione di un Santuario, se tutti i suoi figli fossero usciti indenni dal conflitto in atto. Promessa rinnovata più volte durante la guerra. In occasione dell’inaugurazione del Santuario, la sera del 30 novembre 1954, don Alberione guidando l’Ora di adorazione, durante la sua prolusione, parlando in terza persona ricordava un fatto che lo coinvolse personalmente:
«Un giorno verso le ore 14, le sirene diedero l’allarme: uno stormo di aerei da bombardamento, avanzandosi da Ostia verso Roma, si avvicinava a queste case paoline. Tutti allora si diressero nella grotta-rifugio: questo era l’ordine… Il Primo Maestro (così era chiamato il Fondatore) volle rendersi conto anche delle Figlie di San Paolo e si avviò verso la loro casa passando per il sentiero di allora. A circa metà strada una bomba cadde a pochi metri; qualche scheggia sfiorò il capo… Passato il pericolo fu preso l’impegno ed anche stabilito il posto ed il modo con cui si sarebbe costruito: i locali sotto chiesa e la chiesa che dominasse le case e Maria rimanesse al centro, in mezzo ai suoi figli e figlie».
Il 25 aprile 1945 terminava la guerra. Tutte le persone appartenenti alla Famiglia Paolina, nonostante i gravi pericoli incontrati, erano rimaste incolumi. Nei primi giorni di maggio 1945 don Alberione, nonostante le tante difficoltà economiche e la complicata configurazione del terreno (sbancamento di una collina e fiume sotterraneo), dava il via ai lavori di scavo necessari per le fondamenta. Alcuni suoi figli avrebbero voluto rimandare a tempi migliori l’opera. Don Alberione disse loro che non si trattava di calcoli economici, ma di una questione di fede e di riconoscenza: «Maria ha mantenuto la sua promessa, noi dobbiamo mantenere la nostra!».
Abbandonato il progetto iniziale dell’ing. Gallo di Torino, don Alberione preferì il progetto dell’architetto romano Leo Favini perché meglio di altri incarnava quanto egli intendeva realizzare
Don Alberione affidò la direzione e la realizzazione del progetto alla ditta dell’arch. Giuseppe Forneris di Roma, con la precisa disposizione: «Il centro della nuova chiesa deve corrispondere al luogo ove è stato formulato il Voto».
La disposizione venne fedelmente eseguita e il luogo è evidenziato dalla stella di marmo, intarsiata al centro del pavimento del Santuario.
Don Alberione, nonostante la fede e la fiducia costante nella divina Provvidenza, si rendeva ben conto dei rischi e delle perplessità che suscitava la grandiosa costruzione. Al riguardo, egli rassicurava tutti: «Si dice: si spende assai per la chiesa ’Regina Apostolorum’. Si risponde: ma questo è uno scavare un pozzo che deve dissetare tutti e innaffiare tutto! Non è perdita, né significa impegnare denaro improduttivo, senza interessi».
Il 29 e 30 novembre 1954 venne consacrata la chiesa superiore (Tempio) dal vescovo ausiliare, mons. Ettore Cunial. Dall’inizio dei lavori erano passati oltre 9 anni. Il 26 novembre 1976 viene eretta a Parrocchia ed affidata ai sacerdoti della Società San Paolo. Nel 1984 la denominazione iniziale della Parrocchia Regina Apostolorum venne mutata in Santa Maria Regina degli Apostoli alla Montagnola, con sede canonica nella chiesa superiore del Santuario.
Con Lettera personale del 4 aprile 1984 il Santo Padre GIOVANNI PAOLO II onorava e decorava la chiesa Santuario del titolo e dignità di BASILICA MINORE.

ARTE E MESSAGGIO
Il Santuario è un edificio a croce greca, senza navate e con una doppia cupola e comprende tre chiese sovrapposte: SOTTOCRIPTA, CRIPTA e TEMPIO. L’intera struttura, dal pavimento della Sottocripta alla seconda cupola del Tempio raggiunge l’altezza di m. 88 e se aggiungiamo il tiburio, la palla e la croce, si raggiungono i 97 m. di altezza.
Il beato don Giacomo Alberione, ha inteso svolgere il tema narrativo “Via humanitatis, per Mariam, in Christo et in Ecclesia, rivelando con l’arte alcune delle sue intuizioni sulla vocazione e missione della Madonna. L’intera trama è svolta in modo catechistico per immagini: affreschi, mosaici, sculture e scritte. Sinteticamente la narrazione prende il via dalla Sottocripta con il mosaico della pala dell’altare che rappresenta la TRINITA’ e di quattro pannelli, gli unici realizzati di un progetto di ben 24 soggetti; prosegue nella Cripta, dove attraverso le promesse, le profezie e le allegorie realizzati in mosaico è illustrato il ruolo della Vergine Madre di Dio e termina nella chiesa superiore o Tempio con gli affreschi (1200 mq.) della doppia cupola, dei pennacchi e del grande mosaico dell’abside che raffigurano i privilegi e la missione di Corredentrice della Madre di Dio.
La sottocripta custodisce le spoglie di don Giacomo Alberione, proclamato beato il 27 aprile 2003 da Giovanni Paolo II e al lato opposto quelle di Suor Tecla MERLO, Prima Maestra delle Suore Figlie di San Paolo, proclamata Venerabile il 22 gennaio 1991.

http://www.parrocchia-santuarioreginadegliapostoli.it/ 


La Parrocchia “S. Maria Regina degli Apostoli alla Montagnola”, retta dai Paolini della Società San Paolo, è situata al confine dei quartieri San Paolo, Eur e Garbatella di Roma. Essa conta una popolazione di circa 30.000 abitanti per un totale di quasi 8.000 famiglie.

È anche Santuario mariano internazionale, centro della devozione a Maria e di preghiera per le vocazioni della Famiglia Paolina sparsa nel mondo.

Il voto del Beato Giacomo Alberione di costruire un Santuario a Maria

Dice la Scrittura: «Fate voti al Signore Dio nostro; ed adempiteli!» (Salmo 75,12). Sono circa 15 anni dacché si era scatenata la seconda guerra mondiale: essa causò tantissime vittime non solo tra i combattenti, ma pure tra i civili, tra le popolazioni inermi. Già allora la Famiglia Paolina era sparsa in diverse nazioni e composta di molti membri; e tanti di essi giorno e notte stavano trepidanti nel timore di una morte tragica. Le pene ed i timori di ognuno si assommavano nel cuore del Primo Maestro (così veniva chiamato il Beato Giacomo Alberione).

Questi, preso consiglio, fiducioso per molte esperienze nella bontà di Maria, nel maggior pericolo, interpretando il pensiero di tutti prese l’impegno: «O Maria, Madre e Regina degli Apostoli, se salverai tutte le vite dei nostri e delle nostre qui costruiremo la chiesa al tuo nome».

 

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Orari Sante Messe
    Feriale 08.30 - 18.00
    Festivo 08.30 - 10 - 11.30 - 18

In parrocchia, Il primo Giovedì di ogni mese alle 17.00, ci sarà l'adorazione eucaristica per le vocazioni.