Con mucha alegría les compartimos que el día domingo 7 de julio de 2019, el Instituto Nuestra Señora de la Anunciación de Argentina, celebró la profesión de PRIMEROS VOTOS de Lucrecia Caglieris. Fue una gran fiesta de gozo para ella, para el Instituto y para toda la Familia Paulina en este Año Vocacional.
La celebración fue dentro del Seminario de Espiritualidad Paulina para Anunciatinas (SEPA), que se llevó a cabo en la Casa de Oración “Timoteo Giaccardo”, de las Hermanas Discípulas del Divino Maestro (pddm), entre los días 6 y 9 de julio 2019. El tema del Seminario fue “San Pablo, inspirador y modelo”. El padre Aderico Dolzani, ssp, estuvo presente representando al delegado provincial.

La celebración de la Eucaristía de la fiesta se realizó en la capilla de la Casa de Oración, de manera muy íntima y fraterna, con la presencia de las anunciatinas, las hermanas Discípulas del Divino Maestro (pddm) y quien presidió fue el padre Aderico Dolzani, ssp. Lucrecia, quien es oriunda de la provincia de Santa Fe, Argentina, pronunció sus primeros votos en el Instituto con mucha alegría, mucha emoción y con mucha fe. Luego realizamos un pequeño festejo/almuerzo, de una manera tan acogedora y fraterna como siempre las hermanas Discípulas saben preparar.Todos juntos, en este Año Vocacional, dimos gracias a Jesús Maestro, a nuestra Madre, Maestra y Reina de los Apóstoles, y a san Pablo Apóstol, por este gran regalo para toda la Familia Paulina.   

Il 30 giugno, per le Figlie di San Paolo di Lubumbashi, è stato un grande giorno di festa. Nell’anno vocazionale della Famiglia Paolina, il Signore ha permesso che quattro laici, Micheline, Yvonne, Donald e Pierre, dopo anni di formazione, si impegnassero nell’Associazione Cooperatori Paolini.

Hanno partecipato alla Messa, celebrata da don Blanchard Makanga Mfidja della Società San Paolo, rappresentanti di tutti gli Istituti della Famiglia Paolina presenti a Lubumbashi, oltre a tanti fedeli, parenti e amici.

Ricordando gli orientamenti di Don Alberione ai nuovi Cooperatori, il celebrante li ha invitati ad essere santi, a diffondere la Parola di Dio, ad essere pienamente impegnati nelle loro parrocchie, senza dimenticare di imitare Don Alberione, Maestra Tecla e Madre Scolastica che hanno donato la vita per la diffusione del Vangelo nel mondo, missione a cui anche loro hanno aderito diventando Cooperatori Paolini.

 

 

In un articolo pubblicato in occasione del centenario del Patto o Segreto di riuscita abbiamo invitato Sorelle e Fratelli a condividere le proprie testimonianze sull'efficacia del Patto o Segreto di riuscita nella loro vita. In attesa dei prossimi contributi, presentiamo la testimonianza di sr. Annalisa Casati, apostolina, tornata alla Casa del Padre il 30 novembre 2012, sul seguente punto di questa preghiera.


 
il Patto:
 
«Tu sei la Via e la Verità e la Vita,
la Risurrezione, il nostro unico e sommo Bene»

 
Queste parole del “Segreto di riuscita” mi richiamano alla “memoria del cuore” chi è per me Gesù, Maestro e Pastore.
 
Come per ogni Apostolina, Gesù è il “tutto” della mia vita, il “nostro unico e sommo bene” come esprime il Patto. E dopo di lui, la nostra amata Madre e Regina degli Apostoli, che in occasione della mia Prima Professione religiosa, mi ha sorriso con il suo sguardo dolce e materno e con i suoi occhi profondi e penetranti offrendomi Gesù, il dono del Padre, come bene esprime la statua nella parete centrale della nostra Cappella di Mole (Castel Gandolfo/RM).
 
La grandezza umana e divina di Gesù Maestro ci viene direttamente comunicata da Don Giacomo Alberione, nostro Padre e comune Fondatore della Famiglia Paolina, che non ho conosciuto personalmente, essendo entrata tre anni dopo la sua morte. La sua presenza, però, è sempre stata viva e costante nella mia vita, presenza amorevole nei momenti difficili del mio cammino.
A differenza di altre di noi, esperte nel campo grafico e che usano i mezzi della comunicazione mediatica per l’annuncio che ogni vita è vocazione, o di chi è più attenta alla dimensione missionaria per radicare questo lieto annuncio nelle varie culture, in me predomina l’attenzione all’aspetto interiore del cammino di ogni chiamato: il farsi voce della misericordia del Padre che chiama a seguire Gesù Maestro più da vicino.
 
Oltre alla cultura biblica e teologica, necessaria per la nostra formazione e missione, 
mi sembra fondamentale approfondire il nostro patrimonio carismatico attraverso i testi del Fondatore, in primo luogo per me, e per accompagnare ogni Apostolina per la sua risposta nelle diverse tappe della vita, risposta che richiede di attualizzare sempre il pensiero del Primo Maestro.
 
L’esperienza mi conferma che più si assimila personalmente questo patrimonio, più migliora la nostra qualità di vita fraterna e apostolica.
 
Auguro, perciò, ad ogni Apostolina presente e futura e a tutti i membri della Famiglia Paolina, di assimilare sempre più questo patrimonio così ricco, tanto vicino a Dio e ad ogni chiamato di ogni tempo, e di valorizzare al meglio il proprio dono per il bene di tutti.
 
Gesù Maestro, Via, Verità e Vita compia questo per noi: questo è il mio augurio, questa la mia preghiera per ciascuno.
 
sr. Annalisa Casati

In un articolo pubblicato in occasione del centenario del Patto o Segreto di riuscita abbiamo invitato Sorelle e Fratelli a condividere le proprie testimonianze sull'efficacia del Patto o Segreto di riuscita nella loro vita. In attesa dei prossimi contributi, presentiamo la testimonianza di sr. Nazarena De Luca, apostolina, sul seguente punto di questa preghiera.


 
il Patto:
 
« …Ci vediamo debolissime, ignoranti, incapaci, insufficienti in tutto: 
nello spirito nella scienza, nell’apostolato, nella povertà»

 
 
Ho sempre trovato particolarmente bello e significativo il titolo di questa preghiera: Segreto di riuscita. Sembra scelto da un esperto pubblicitario! Per il tipo di coinvolgimento che suscita, nella sua brevità. In effetti, Don Alberione era veramente un “esperto”, ma sul versante della Vita: dell’uomo e di Dio.
 
Sapeva rivolgersi bene all’uno e all’Altro. Già prima di iniziare questa preghiera un po’ singolare, è mirabilmente sintetizzata la meta! Come ogni cosa grande e bella contiene in sé un segreto, così lui ci suggerisce qual è il segreto che fa riuscire la nostra vita, offerta a Dio e ai fratelli. Certo, occorre “una grande fede”, come ci raccomandava in una meditazione del 1959 accennando al “Patto”, e in moltissime altre occasioni!…
 
Mi pare anche molto significativo che questo “Patto”, che Don Alberione ci invita a fare con Gesù Maestro, glielo “presentiamo per le mani di Maria”, mani di madre e sorella: quasi a renderlo ancora più sicuro, più familiare...
 
Sicuramente Maria, nel momento solenne dell’Annunciazione, di fronte alla proposta sconvolgente che le è rivolta, si è sentita “debolissima, ignorante, incapace, insufficiente in tutto...”. La sua è stata una chiamata eccezionale (anche se unita a fede e grazia eccezionale)! Ma tutti noi che, per grazia, siamo stati invitati a “lavorare nella Sua vigna”, costatiamo continuamente la nostra inadeguatezza. Sperimentiamo la grande sproporzione tra ciò che siamo e ciò che dovremmo essere.
 
Questo senso di povertà (sotto tutti gli aspetti) lo percepiamo particolarmente in alcuni tempi e circostanze della vita; non si attribuisce all’avanzare degli anni. Personalmente, posso dire che oggi è molto vivo in me. Però, lo considero anche una grazia. Ci aiuta a ricordare che il campo in cui ci troviamo a lavorare (persone, cose) è Suo; e lavoriamo per Lui, finché vorrà; con possibilità molto limitate, quelle che Lui permette per noi...
E, poi... esiste un “Patto”, che possiamo sempre rinnovare!!
 
Credo che Don Alberione abbia voluto condividere così con noi, suoi figli e figlie, qualcosa della sua preghiera, profondamente sperimentata; svelandoci così il fondamento della sua vita “riuscita”.
 
Sr. Nazarena De Luca
 

In un articolo pubblicato in occasione del centenario del Patto o Segreto di riuscita abbiamo invitato Sorelle e Fratelli a condividere le proprie testimonianze sull'efficacia del Patto o Segreto di riuscita nella loro vita. In attesa dei prossimi contributi, presentiamo la testimonianza di sr. Maddalena Verani, apostolina, sul seguente punto di questa preghiera. 

 


 
il Patto:
 
« Gesù Maestro, accetta il PATTO che ti presentiamo
per le mani di Maria, Regina degli Apostoli,
e del nostro padre san Paolo
Noi dobbiamo corrispondere alla tua altissima volontà,
arrivare al grado di perfezione e gloria celeste cui ci hai destinate
e santamente esercitare l’apostolato delle vocazioni… »
 
 
Per quanto riguarda il Segreto di riuscita, devo dire che mi ha sempre molto colpito un manoscritto che ci ha donato Don Alberione, nel quale, dandoci alcune indicazioni per la preghiera, scrive: Tutte recitano nella giornata il «segreto di riuscita» cambiando la parola «apostolato delle edizioni» in «apostolato vocazionario».
 
Quando, non molti anni fa, ho avuto l’occasione di vedere proprio il manoscritto autografo del Primo Maestro, sono stata particolarmente sorpresa e commossa nel notare la precisazione di Don Alberione.
Il manoscritto in questione non ha data né firma.
 
Andando a rivedere i miei vecchi appunti, ho trovato il contenuto dello stesso manoscritto in due forme: un foglio dattiloscritto senza data né firma, e un foglio da me ricopiato a mano, uguale al foglio dattiloscritto, entrambi uguali al manoscritto originale.
 
Non ricordo di preciso quando e come ho ricevuto il foglio dattiloscritto, né quando ho ricopiato a mano il medesimo, ma la cosa che anche oggi mi sembra particolarmente bella e significativa - a parte l’importanza di tutto il manoscritto - è la precisazione di Don Alberione.
 
Mi pare comunque di ricordare che ricevetti il foglio dattiloscritto quando eravamo già nella casa di Mole (Castel Gandolfo/RM), da poco costruita, tra gli anni 1965-1968.
 
Quello che oggi provo è una grande, grande riconoscenza per il Primo Maestro. Già anziano, ma sempre presente e vigile come Padre e Fondatore nella nostra vita di Apostoline, ha voluto lasciarci questa “correzione”, come era solito fare per tutte le cose che lui riteneva importanti.
 
Questa annotazione è per noi molto preziosa nel contesto della “preghiera specifica”, perché da un lato “dice” l’importanza che il Fondatore dava ad essa, ovviamente sempre nel contesto della spiritualità comune, dall’altro “dice” tutta la sua attenzione per la nostra missione.
 
E grazie ancora, Primo Maestro, e veglia su di noi, come hai sempre fatto!
 
sr. Maddalena Verani
 

Sabato 6 luglio, nella festosa ricorrenza dell’anno vocazionale della Famiglia Paolina, la casa di esercizi spirituali DIVIN MAESTRO ad Ariccia, ha celebrato 60 anni di vita. È stata una bella occasione carica di ricordi e di testimonianze di tanti fratelli e sorelle della Famiglia Paolina presenti nella festa.

Come di consueto, si è iniziato con la celebrazione Eucaristia di ringraziamento presieduta da Don Vita Fracchiolla, vicario generale della Società San Paolo. All’inizio della celebrazione, don Vito ha letto un messaggio del Superiore generale, don Valdir José de Castro, iniziando con le parole che il nostro amato Fondatore pronunciò nell’inaugurazione della Casa Divin Maestro:

“Benvenuti cari fratelli in questa casa destinata tutta alla riconciliazione e santificazione delle nostre anime, al ripensamento e aggiornamento dei ministeri e degli apostolati. È dono preziosissimo tra i tanti preziosi doni da Gesù Maestro concessi alla Famiglia Paolina e non solo alla Famiglia Paolina”.

E poi, il Generale aggiunge,

“una casa per la Famiglia Paolina, ma anche per la Chiesa. La presenza di Papa Francesco nei suoi esercizi spirituali e della curia romana, ne sono testimonianza più concreta…” e continua la lettera, “grazie ancora per tutto l’amore che esprimete nel vivere in questo apostolato, sicuramente il modo di essere accogliente è la prima testimonianza efficace della vita nuova che proviene del Risorto, segno che ogni ospite porta con sé”.

Sono seguite alcune testimonianze molto personalizzate delle sorelle Tecla Ferrante e Miriam Nieddu, figlie di San Paolo.

Don Vito poi, nella omelia, ha voluto sottolineare:

“Celebrando questo anniversario, è chiaro, il primo nostro pensiero è ringraziamento al Signore per quanto ci ha concesso attraverso di don Alberione e per quanto questa casa ha saputo dare a tutti quelli che l’hanno frequentata, compreso Papa Francesco.

I partecipanti si sono poi recati nel giardino, con la splendida vista del lago, per un cordiale rinfresco offerto dalla comunità della casa Divin Maestro.

 

«Carissime sorelle e carissimi fratelli, festeggiamo il vostro Giubileo nell’Anno vocazionale della Famiglia Paolina e nell’Anno in cui ricordiamo il Centenario del “Patto”. Diventa questo un tempo propizio – per voi e per noi tutti – per ringraziare e ravvivare il dono della nostra vocazione e per rinnovare l’alleanza con Gesù, consapevoli che se anche “ci vediamo debolissimi, ignoranti, incapaci, insufficienti in tutto: nello spirito, nella scienza, nell’apostolato, nella povertà”, lui continua a camminare accanto a noi per aiutarci a superare le difficoltà e per darci “spirito buono, grazia, scienza, mezzi di bene”».

È un passaggio tratto dall’omelia del Superiore generale, don Valdir José De Castro, in occasione dei Giubilei della Famiglia Paolina, celebrati sabato 29 giugno, presso la Cripta del Santuario Regina degli Apostoli a Roma. Parole che permetto di intravvedere quanto il Signore ha operato nella vita di queste sorelle e fratelli, di quanto bene ha realmente moltiplicato nelle loro vite… a servizio della Chiesa, dell’umanità.

La festa vissuta insieme a molti parenti e alle comunità romane della Famiglia Paolina, è stata ‘arricchita’ dalla presenza dei nostri confratelli che hanno partecipato al 20° Capitolo della Provincia Italia. 

Qui l’elenco di tutti i festeggiati: Giubilei 2019