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Accogliere
la Famiglia Paolina, ricevendo voi, carissimi fratelli e sorelle, è per me
motivo di vera gioia. E ciò non solo per la circostanza immediata, e pur
tanto significativa, che ha suggerito questo incontro – e cioè ricordare l’inizio
del centenario della nascita del Fondatore, il sacerdote Don Giacomo Alberione,
e celebrare il venticinquesimo o il cinquantesimo di sacerdozio o di
professione religiosa di numerosi suoi figli e figlie – ma anche per una
ragione di ordine generale che è quella di un più diretto contatto e di una
più intensa comunione "in fide et caritate" tra ciascuno di voi e
il successore di Pietro.
I paolini e le paoline ormai sono
presenti in tutto il mondo con le loro molteplici opere, con le loro
iniziative apostoliche, con l’inventiva delle loro realizzazioni nel vasto
settore dei mezzi di comunicazione sociale. Siete parte viva della Chiesa ed
è, perciò, naturale che non solo siate conosciuti, ma seguiti ed
incoraggiati nel vostro proficuo ministero da chi nella Chiesa ha la più
grave responsabilità in ordine all’adempimento del mandato supremo di
Cristo: "Andate in tutto il mondo, e predicate il Vangelo ad ogni
creatura" (Mc 16, 15); "Andate, dunque, e ammaestrate tutte le
nazioni..." (Mt 28, 19).
Albero dai molti rami. Scorrendo
l’elenco delle varie congregazioni, istituti ed associazioni, in cui si
articola la Famiglia Paolina, alla quale con inesauribile fecondità diede
origine l’anima ardente del Fondatore, io ritengo che possa esser questa la
sua definizione più appropriata e comprensiva. Essa è un albero dai molti
rami, perché dalla prima congregazione dei sacerdoti e discepoli paolini,
sorta nel lontano agosto 1914, alla più recente congregazione delle suore
Apostoline, fondata verso la fine degli anni cinquanta, sono nove le sue
propaggini, a cui si può aggiungere la numerosa e fiorente associazione dei
Cooperatori. E mi piace qui ricordare che uno di questi rami, quello delle Pie
Discepole del Divin Maestro, ha una comunità che presta servizio alla Santa
Sede in Vaticano.
Essa è un albero, perché in
questa molteplicità di ramificazioni, unico è stato e resta il ceppo di
origine e – quel che più conta – unica è la linfa vitale che l’alimenta
e la fa sviluppare. Invariata, infatti, e costante fu l’idea che via via
suggeriva a Don Alberione di studiare e di attuare le possibili vie di
penetrazione ed i nuovi modi di presenza nelle pieghe della società
contemporanea, per fare in essa spazio al Vangelo. Fu appunto questa sua
ricerca, durata per tutto l’arco della sua lunga vita, che lo rese assai
caro ai Sommi Pontefici e in maniera particolare – come è noto – al mio
predecessore Paolo VI.
Denominando da san Paolo le sue
fondazioni, evidentemente il vostro Padre non si limitava ad una scelta
onomastica o verbale, ma intendeva rifarsi all’inconfondibile spirito e
stile dell’Apostolo delle genti. In effetti, non solo il nome né solo il
patrocinio, ma anche e soprattutto l’ispirazione ideale e la spirituale
alimentazione Don Alberione volle prendere da san Paolo, proponendo a se
stesso ed a quanti già lo seguirono nelle prime iniziative, come a voi che le
seguite al presente, una linea di apostolato aperto, aggiornato, moderno, secondo
gli insegnamenti e gli esempi del medesimo Apostolo. Come Paolo fu sempre alla
ricerca di nuove forme e di metodi coraggiosi per annunciare alle genti Cristo
e il suo mistero (cf Ef 3,2-10), ed in questo contesto si collocano i suoi
viaggi missionari, le sue lettere, il suo prodigarsi infaticabile, così
conviene che a lui voi riguardiate elettivamente, per confermarvi nella vostra
specifica vocazione e perseverate nel vostro impegno di azione originale,
generosa, senza risparmio di forze e di sacrifici.
È, dunque, evidente quale sia la linfa
interiore, che deve alimentare il vostro ministero nella Chiesa e nella
società: è la carità della Verità rivelata da Cristo e da Lui affidata
agli Apostoli e ai loro successori, e cioè alla Chiesa, che ne è garante e
la trasmette e la difende con il suo Magistero autentico e perenne.
Ma c’è un settore, al quale i paolini
si dedicano con particolare impegno: quello della stampa, per la preparazione
e la diffusione di edizioni di libri e di periodici cristianamente orientati e
rispondenti pertanto ad una finalità pedagogico-formativa. Questo settore è
quanto mai vasto ed importante, perché, da una parte, si estende e collega
con quello degli audiovisivi e, dall’altra, tocca molto da vicino – anche
in rapporto a tanta produzione moralmente equivoca e dannosa – il problema
dell’educazione cristiana della gioventù.
La vostra missione nel campo specifico
dell’editoria è di impressionante attualità e necessità. Il vostro ideale
e la vostra preoccupazione siano sempre eminentemente la formazione umana,
cristiana e cattolica. La vostra è una vera missione evangelico-ecclesiale:
per questo siete stati chiamati, seguendo le orme di Don Alberione.
Valga il suo alto esempio a stimolarvi e
a sostenervi in un impegno vigile e attivo, disinteressato e generoso, sempre
ispirato da autentico spirito evangelico.
Nel settore delle comunicazioni sociali
– come in ogni altro – vi animi sempre un autentico spirito di apostolato,
così che sia costantemente vostra guida non il criterio dell’interesse o di
altri vantaggi di ordine temporale che una determinata iniziativa può
suscitare, ma unicamente quello del bene che potrà seminare nella società.
Ho definito all’inizio la vostra
Famiglia come un albero dai molteplici rami: questo non è che un
riconoscimento di quel che voi siete e rappresentate. Ma a me piace concludere
con un auspicio: nella ribadita fedeltà allo spirito ed alle direttive del
vostro Fondatore io auguro che, per la molteplicità delle iniziative e per la
ricchezza dei buoni risultati, essa sia anche e soprattutto un albero dai
molti frutti. Con la mia benedizione apostolica.
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